A memorable quote

[…]In Gran Bretagna, oggi, per noi italiani è stata una giornata davvero orribile.
A nome del PDL, l’on. Biancofiore ha rilasciato una intervista alla BBC nella quale ha sostenuto che “il popolo italiano è davvero e profondamente innamorato di Berlusconi, non a caso lo hanno votato in 15 milioni, è sostenuto dalla stragrande maggioranza della popolazione”. Gli inglesi –che non sono come gli italiani- l’hanno mandata in onda, ma hanno poi dovuto specificare che si tratta di “una fantasia della deputata” la quale ha aumentato del 115% l’esatto numero dei voti ottenuti. In Italia, sempre la Biancofiore si è scontrata con Alessio Maurizi, giornalista di Radio24, perché, intervistata, ha detto che domenica scorsa “c’erano a Roma ben 25.000 persone venute a manifestare per la liberazione di Berlusconi”. Il giornalista ha fatto presente che la questura aveva indicato il numero di 3.000. La deputata ha cominciato a urlare e ha interrotto l’intervista abbandonandola. In seguito l’ha concessa a radio Padania e ad altre emittenti locali lombarde dove, poche ore dopo, la cifra aveva raggiunto le 100 mila persone “che la sinistra vuole silenziare”.[…] 
 

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A memorable quote

[…]La Gran Bretagna sta valutando la decisione di sospendere il progetto Erasmus per l’Italia, il programma di scambio culturale degli studenti europei. La minaccia arriva perché Londra ritiene che i “lecturers”, i lettori di lingua inglese che lavorano nelle università della Penisola, siano discriminati. A lamentarsene è stato il ministro per l’Europa David Lidington, conservatore. In risposta a una interrogazione parlamentare Lindington, venerdì scorso, ha usato parole pesanti, e ha definito il comportamento del nostro Paese «inaccettabile e illegale». La notizia è stata riportata dal sito The Italian Insider.

A fare esplodere il caso è stato un taglio che è andato ad esasperare una questione annosa. Una scure che ha colpito circa il 60% dello stipendio dei “lecturers”. a vicenda dei lettori, cittadini stranieri laureati e abilitati all’insegnamento nella propria madre lingua, in Italia riguarda 200 professori che vivono e insegnano nel nostro Paese ma che hanno un trattamento molto diverso da quello dei loro colleghi universitari. Americani, britannici, canadesi, cinesi, tedeschi, sudamericani, spagnoli e russi: docenti da decenni nelle nostre facoltà.[…]

 

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5 May 2013 → images esteri inghilterra uk england Nigel Farage ukip
[…]il balzo in avanti del partito per l’indipendenza del regno unito (UKIP) neo partito euroscettico che praticamnte dal nulla ha ottenuto una media del 25% dei voti per le amministrazioni regionali passando da 8 a 149 seggi di county councils. Uno shock di dimensioni “grilliane” per il sistema da parte di una formazione che in parte si rifa allo stesso tipo di dinamica populista e di rifiuto dell’attuale classe politica. Non a caso erano stati definiti “pagliacci” in particolare dai conservatori che sono anche il partito che venerdi’ ha avuto piu’ da perdere. Ideologicamente infatti UKIP esprime una politica sostanzialmente di destra ‘viscerale’ col carismatico leader Nigel Farage che al’indomani delle lezioni ha invocato la memoria di Margaret Thatcher contrastando il “fiero patritottismo” dell’Iron Lady col conservatorismo annacquato di David Cameron definto “un tizio di Notting Hill che considera accettabile il matrimonio fra gay”. Anti eruopa, anti immigrazione e populismo “reattivo” insomma, tratti che si allineano con i molti altri omologhi in Europa, lasciando interavedere ormai i contorni di un movimento transnazionale di profonda insoddisfazione con lo status quo alimentata da una crisi altrettanto strutturale
Inghilterra: terremoto populista

[…]il balzo in avanti del partito per l’indipendenza del regno unito (UKIP) neo partito euroscettico che praticamnte dal nulla ha ottenuto una media del 25% dei voti per le amministrazioni regionali passando da 8 a 149 seggi di county councils. Uno shock di dimensioni “grilliane” per il sistema da parte di una formazione che in parte si rifa allo stesso tipo di dinamica populista e di rifiuto dell’attuale classe politica. Non a caso erano stati definiti “pagliacci” in particolare dai conservatori che sono anche il partito che venerdi’ ha avuto piu’ da perdere. Ideologicamente infatti UKIP esprime una politica sostanzialmente di destra ‘viscerale’ col carismatico leader Nigel Farage che al’indomani delle lezioni ha invocato la memoria di Margaret Thatcher contrastando il “fiero patritottismo” dell’Iron Lady col conservatorismo annacquato di David Cameron definto “un tizio di Notting Hill che considera accettabile il matrimonio fra gay”. Anti eruopa, anti immigrazione e populismo “reattivo” insomma, tratti che si allineano con i molti altri omologhi in Europa, lasciando interavedere ormai i contorni di un movimento transnazionale di profonda insoddisfazione con lo status quo alimentata da una crisi altrettanto strutturale

Inghilterra: terremoto populista

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E’ tra i grandi della fotografia e quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. Bert Hardy è stato un fotografo di guerra che amava immortalare le persone nelle situazioni di tutti i giorni, nei momenti eccezionali della seconda guerra mondiale. Dal 4 aprile al 23 maggio una grande retrospettiva a Londra renderà omaggio al lavoro del fotografo inglese morto nel 1995.
Hardy nonostante fosse un autodidatta della fotografia fece carriera al Picture Post. Usava una macchina fotografica Leica, non usuale per i fotografi di guerra dell’epoca. Fu fotografo per l’esercito di Sua Maestà britannica dal 1942 al 1946: prese parte allo sbarco in Normandia nel giugno 1944, alla liberazione di Parigi, l’avanzata alleata sul Reno e fu uno dei primi fotografi a entrare in un campo di concentramento nazista. Conclusa la guerra in Europa, andò a seguire la Guerra di Corea per conto delle Nazioni Unite. Negli anni Sessanta divenne un fotografo pubblicitario di grido.
C’era una volta Londra, la guerra ha gli occhi di Bert Hardy

E’ tra i grandi della fotografia e quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. Bert Hardy è stato un fotografo di guerra che amava immortalare le persone nelle situazioni di tutti i giorni, nei momenti eccezionali della seconda guerra mondiale. Dal 4 aprile al 23 maggio una grande retrospettiva a Londra renderà omaggio al lavoro del fotografo inglese morto nel 1995.

Hardy nonostante fosse un autodidatta della fotografia fece carriera al Picture Post. Usava una macchina fotografica Leica, non usuale per i fotografi di guerra dell’epoca. Fu fotografo per l’esercito di Sua Maestà britannica dal 1942 al 1946: prese parte allo sbarco in Normandia nel giugno 1944, alla liberazione di Parigi, l’avanzata alleata sul Reno e fu uno dei primi fotografi a entrare in un campo di concentramento nazista. Conclusa la guerra in Europa, andò a seguire la Guerra di Corea per conto delle Nazioni Unite. Negli anni Sessanta divenne un fotografo pubblicitario di grido.

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