“[…]Lontani i tempi gentili in cui i “giudici comunisti” venivano stalkati e bullati per un calzino turchese. Oggi si sono alzati il tiro e il livello dello scontro, come dimostra un pezzo di coraggioso investigative journalism intitolato “Il talento del professor Mario: si mangia le brioches con il naso…”. L’articolo è rigorosamente fondato su di una scioccante prova documentaria: l’immagine qui sotto (attenzione! potrebbe urtare la vostra sensibilità!) mostra infatti come (scoop!!) possa capitare di non venire bene (scandalo!!!) in una foto rubata quando si mangia (e intanto la gente si muore di fame!!!11!!!1!) un cornetto al Biffi (I Poteri Forti!1!).
Il pezzo, hélas non firmato e quindi foscoliano monumento alla virtù sconosciuta, è impietoso nell’inchiodare alle proprie responsabilità il Professore. E strepitoso nei fuochi d’artificio satirici. Posso solo umilmente citare:
”
“Sarà la terribile fame (non ci crediamo nemmeno un po’) che connota l’austera vita del Professore. Saranno forse tutte queste cose insieme. Di certo c’è che il premier Mario Monti, al Bar Biffi di Milano, poco prima di tornare a casa, mostra di avere scarsa dimestichezza con le brioches. […] il croissant pericolosamente vicino alle narici. Ma il professor Monti mangia le brioches col naso?”
Ammirerete poi la finezza squisita della transustanzione del punto interrogativo finale dell’articolo in puntini di sospensione del titolo. Passando dal dubbio scherzoso all’ironia pungente, impietosa e scomoda.
“Si è creato un enorme vespaio dopo l’articolo di Langone pubblicato su Libero ieri. Rimango parecchio perplessa sul perché. Certo è del tutto politicamente scoretto, ma l’affermazione contraria a quella del titolo del suo articolo è purtroppo o per fortuna più che mai vera. Il genere femminile è stato per secoli relegato al ruolo materno senza alcuna via d’uscita, nel senso che non c’era altra possibilità di scelta. Ora grazie al femminismo le donne stesse hanno capito di essere persone e, come tali, libere di scegliere della propria vita in base alle proprie attitudini e preferenze. Ma se le donne non avessero studiato, se alle donne non fossero stati dati i libri, l’accesso alle scuole e alle università, pensate che avrebbero capito che il loro ruolo può essere diverso da quello di fare bambini e preparare il polpettone al marito, tenendo presente che un’intera società continua (anche oggi) a sostenere che questo è ciò che le donne dovrebbero fare? ”
Le dieci domande di Libero a Monti - Eccole qua, le dieci domande. Siccome ci stavamo preoccupando dopo non aver visto Maurizio Belpietro alla manifestazione di Ferrara e Sallusti sabato scorso, il direttore di Libero usa i soldi pubblici per stampare oggi le dieci domande a Mario Monti, in perfetto stile – e dimostrando la sua subalternità culturale a – Repubblica
Travaglio risponde a quelli di @LiberoNews per la prima pagina ed il pezzo di Cervo del 26 giugno.
L’altro giorno è scomparso un maestro di giornalismo, Lamberto Sechi: il suo motto era “i fatti separati dalle opinioni”. Il motto di Belpietro invece è “le balle separate dai fatti e dalle opinioni”, infatti pubblica solo le prime. Tipo i falsi attentati a Fini e a se medesimo. Leggendo Libero, uno scopre sempre particolari della propria vita ignoti persino a se stesso. Domenica, mentre i giornali veri “aprivano” sul capo di Stato maggiore della Finanza indagato, l’house organ degli Angelucci amicucci di Bisignanucci dedicava alla cosuccia 20 righe a pagina 3. La prima e la terza pagina erano occupate dal mio ritrattone in uniforme massonica (collarino, grembiulino e compassi vari) e da due titoloni per illustrare ben altro scoop: “C’è Travaglio dietro la P4”, “È Travaglio la fonte dei segreti della P4”. Se non sapessi che Libero è l’inserto umoristico di Libero, rischierei di montarmi la testa: non ho mai visto né conosciuto né sentito Bisignani, eppure sono la sua fonte, anzi il suo capo occulto. Talmente occulto da non possedere nemmeno il suo numero di cellulare, peraltro noto a cani e porci, ma soprattutto porche. Lo pilotavo con la sola forza del pensiero.
Io amo quest’uomo.