A Stoccolma la situazione sta diventando esplosiva. Siamo giunti alla terza notte di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Le proteste erano incominciate lunedì, nel quartiere Husby, popolato da immigrati provenienti da Iraq, Libano, Siria e Somalia e si è espansa in altre zone periferiche della capitale svedese.
L’episodio che ha acceso la miccia è stato l’uccisione, il 13 maggio, di un uomo di 69 anni da parte della polizia, di cui ancora non è stata resa nota la nazionalità[…]
[…]L’attrazione principale di San Juan Chamula è la chiesa di San Juan Bautista. È una chiesa senza sacerdoti né messe: anche se in teoria sarebbe cattolica, il prete arriva solo una volta all’anno, per i battesimi, e per il resto la chiesa è gestita autonomamente dalla popolazione indigena. L’interno è spoglio, ma c’è un’atmosfera intensamente mistica che colpisce a sorpresa anche un’atea divorapreti come me. D’altronde qualcuno me lo aveva detto: in questa chiesa succedono delle cose. Il pavimento è cosparso di aghi di pino, che rappresentano la fertilità della terra e il contatto tra l’uomo e madre natura; sopra gli aghi di pino è tutto un pullulare di candele accese, e l’effetto, tra il profumo e la luce, è davvero ipnotico. Potenzialmente incendiario, anche, e infatti più tardi visiterò le rovine di una chiesa rasa al suolo dalle fiamme[…]
«I fratelli Tsarnaev lavorano per la Cia». Lo sostiene l’ex traduttrice dell’Fbi Sibel Edmonds. Secondo la donna che traduceva per conto del Bureau tutte le informazioni provenienti dal Caucaso, fonti interne all’Fbi gli avrebbero confermato i suoi sospetti. «Conosco bene lo zio dei due presunti attentatori di Boston. Graham Fuller è un vero bastardo. E pur di perseguire i suoi progetti o quelli della Cia, per cui è stato alto dirigente, sarebbe disposto ad uccidere la madre, figurarsi qualche cittadino di Boston che nemmeno conosce».
La Edmonds ha poi spiegato che cosa sta facendo da anni la Cia nel Caucaso: «I gruppi di terroristi ceceni non sono aiutati da noi. Sono i nostri gruppi. Li abbiamo creati noi. Tutto il terrorismo nei Paesi cosiddetti “stan”, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Dagestan, è roba nostra. In Russia l’America può fare poco. Non può invaderla come può fare altrove. Quindi, che si fa? Si creano cellule terroristiche. Si tratta dei più radicali terroristi islamici».[…]
we have to take a little bit of this, and put it in our behavior
2:21… alza la macchina???