[…]dopo New Jersey, New York, New Mexico e Illinois, anche il Connecticut dice no alla pena di morte. Sale così a cinque il numero di Stati americani che dal 2007 hanno fatto un passo indietro circa la pena capitale. Un risultato al quale le organizzazioni per i diritti umani guardano con soddisfazione, se non fosse per il fatto che – denuncia Human Rights Watch – la proposta di legge non ha valore retroattivo: le undici persone attualmente nel braccio della morte nello Stato americano rimangono infatti ancora a rischio di esecuzione[…]
“[…]Su 10 italiani partiti da Roma, siamo entrati solo in 2! Insieme a me un’altra freedom fighter di 81 anni! Tosta. Dispiace enormemente per i tanti compagni esclusi, ma si sa, siamo nello stato nazi-sionista e c’era da aspettarselo. L’ennesima violazione del diritto internazionale.
Qui a Betlemme siamo una quarantina di internazionali, alcuni alloggiati presso famiglie, altri nell’ostello locale. Domani andremo tutti a Hebron e da dopodomani ci metteranno a lavorare alla costruzione di una scuola, a ristrutturare un asilo e a piantare degli alberi. Betlemme è sempre splendida, ma la Palestina è una terra stuprata e rivoltata dagli occupanti.[…] ”
Videla ha ammesso per la prima volta la responsabilità della morte di 7-8.000 persone, ma in Argentina oltre 30mila uomini e donne, durante la dittatura militare (1976-1983), furono arrestati e fatti letteralmente sparire nel nulla. Desaparecidos. Si trattava per lo più di giovani e giovanissimi spinti dalla volontà di ribellarsi al regime instaurato dopo la caduta di Peron: studenti che si riunivano per contestare i provvedimenti sempre più restrittivi messi in atto dalla giunta militare guidata dal generale Videla.
“Ciò che va detto
Perché taccio, facendo passare troppo a lungo
sotto silenzio quel che è evidente, esercitato
in giochi di guerra dove, alla fine, sopravvissuti,
tutt’al più siamo delle note a margine?È il preteso diritto a colpire per primi
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
soggiogato da un fanfarone e condotto
alle feste di piazza organizzate,
poiché rientra nel suo potere, si sospetta,
costruire una bomba atomica.E allora, perché mi vieto
di chiamare per nome quell’altro paese
dove, da anni, sebbene in segreto,
si dispone di un crescente potenziale nucleare
però senza controlli, dato che non si può fare
nessuna ispezione?Il silenzio generale su questa situazione
(cui sottostà pure il mio silenzio)
lo percepisco come bugia opprimente
e coercizione, e prefigura già la punizione
se non vi si fa la debita attenzione:
consueta è la sentenza di „antisemitismo“.Ma ora, poiché dal mio paese
(che si vede affibbiata l’esclusiva
di certi crimini che non hanno paragone,
e al quale, di volta in volta, ne viene chiesto conto),
- benché di nuovo per „scopi puramente commerciali“
e sbrigativamente dichiarato come „riparazione“ -
dev’essere consegnato un altro sommergibile
la cui specialità consiste nel saper dirigere
testate nucleari che annientano ogni cosa
su un luogo dove non è stata provata
l’esistenza di alcuna bomba atomica,
(e che però serve da spauracchio assai convincente)
allora dico quel che va detto.Perché ho taciuto fino ad ora?
Ritenevo che le mie origini
sporcate da una macchia incancellabile
vietassero di pretendere dallo Stato di Israele
(cui sono e resterò legato)
tutta la verità così com’è.Perché dico ora, per la prima volta,
già vecchio e con l’ultima goccia d’inchiostro,
che la capacità nucleare di Israele
mette a rischio una pace già di per sé fragile?
Perché va detto ciò che domani
potrebbe essere già troppo tardi dire;
e anche perché noi, già gravati
di troppe cose in quanto tedeschi,
potremmo diventare fornitori e complici di un crimine
che è prevedibile, e perciò la nostra complicità
non potrebbe essere cancellata
con nessuno dei soliti pretesti.Lo ammetto: non taccio più
perché sono stufo dell’ipocrisia dell’Occidente;
e ancora, bisogna sperare
che molti escano dal silenzio,
che costringano alla rinuncia
chi ha causato questo pericolo
che sta davanti agli occhi di tutti,
e che insistano anche affinché
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
un controllo permanente e senza ostacoli
del potenziale atomico israeliano
da parte di un’autorità internazionale.Solo così si potrà aiutare tutti,
”
gli israeliani ed i palestinesi, sí,
ma ancor di più tutti gli esseri umani
che vivono da nemici a stretto contatto
in questa ragione occupata dalla follia.
Quindi, traducendo, mi sono attenuto alla prima regola del traduttore da una qualsiasi lingua: il testo è comunque sacro e non lo devi improvvisare o inventare a piacimento