“[…]Carrie pucciata nel sangue ,quella del 76, era qualcosa di disgustoso,malsano,orribile e allo stesso tempo commovente,la vedevi sola,dispersa,sconfitta pesantemente. Questa è una modella inzuppata nel frappè che va a destra e mancina a far saltare lo cose alla cazzo[…] ”
Su Iris alle 17.30
[…]L’elettricista, saltuariamente camionista e cuoco della troupe Ivo Sebastianelli venne persuaso e convinto dal direttore della fotografia Claudio Cirillo ad interpretare la parte di Benedetto Campi, il camionista canterino[…]
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?
Ognuno di noi si costruiva la sua fionda da solo, dall’inizio alla fine, per questo erano diverse tra loro e in qualche maniera rispecchiavano l’individualità dei loro padroni. Il telaio della fionda doveva essere esclusivamente di legno. Era considerato un lusso il telaio sottile, fatto di legno morbido, ma resistente. Ognuno aveva il suo segreto che teneva per sé, e se a qualcuno piaceva la fionda di un altro poteva comprarla o farsela regalare da lui in segno di amicizia.
La fionda doveva essere tenuta sempre in tasca, come il coltello, solo all’età di tredici-quattordici anni veniva sostituita dalla pistola. Ma io ho portato la mia fionda con me anche più tardi, fino ai diciotto anni.
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana - [via Cartaresistente]