Harald Beyer è il terzo ministro dell’educazione da quando il movimento studentesco cileno ha cominciato a scendere in piazza nello scorso aprile esigendo educazione pubblica, gratuita e di qualità per tutti a Santiago del Cile. La sua nomina, che segue di poche ore le dimissioni del suo predecessore Felipe Bulnes, fatte passare come dovute a questioni personali, testimonia tanto l’indurimento del conflitto che da quasi un anno tiene in scacco la società cilena, quanto l’incapacità del governo di far fronte alla forza e alla coscienza dell’enorme movimento che chiede la fine del modello pinochetista e del lucro nel sistema educativo del paese australe.
Ken Loach realizza un corto su l’11 Settembre 1973, giorno del colpo di stato militare in Cile ai danni del governo democraticamente eletto, rivolgendosi direttamente ai parenti delle vittime dell’11 Settembre 2001 e realizzando un parallelismo tra passato e presente, libertà e oppressione. [italian]
Le spettacolari immagini registrate da due astronomi cileni nel deserto di Atacama, dove si trova uno dei più importanti osservatori astronomici del paese: dal tramonto all’alba, ecco come si “muove” la galassia. Il movimento apparente del cielo è dovuto alla rotazione terrestre - Cile: il timelapse della Via Lattea
Il famoso prestigio del nostro premier all’estero oggi è ben sintetizzato dall’intervista che Paolo Valentino, sul Corriere, fa al presidente (di destra) cileno Sebastian Piñera, alla vigilia del suo viaggio a Roma.
Ora, si sa che prima di un viaggio diplomatico i capi di Stato e di governo solitamente rilasciano solo prevedibili parole di apprezzamento per il leader che stanno per incontrare, siamo amici, collaboriamo benissimo, cose così.
Bene, quando Valentino tenta una similitudine tra il Piñera medesimo e il nostro premier (entrambi imprenditori, entrambi di destra etc) sembra che a quello gli caschino i capelli: «Io ho preso un dottorato a Harvard, ho insegnato 15 anni all’università e non mi pare che sia il caso del presidente Berlusconi» (…) «ho fatto l’imprenditore, ma la mia vera vocazione è la vita pubblica e l’impegno per restaurare la democrazia in Cile», insomma «ci sono molte differenze, sono più giovane, mi considero un uomo di famiglia, sono sposato da 37 anni, il parallelo non regge, siamo molto differenti per stile di vita, comportamenti e valori» e infine «ho risolto il conflitto d’interessi vendendo tutto a un blind trust, anche se la legge cilena non mi obbligava a farlo».
AlessandroGilioli - Per carità