“[…]È antipolitica essere contro il finanziamento pubblico dei partiti? È antipolitica pensare che i partiti possano finanziarsi diversamente? È antipolitica denunciare che non siano capaci di fare norme anticorruzione decenti? È antipolitica denunciare la mancanza di trasparenza? È antipolitica esigere dopo vent’anni la fine dei conflitti d’interessi e della lottizzazione della RAI? È antipolitica chiedere una lotta all’evasione fiscale, alle mafie, al malaffare decente e non per finta salvando sempre gli insider, da Luigi Lusi a Renzo Bossi? È antipolitica rilevare la generale mancanza di volontà di una legge elettorale che sposti la rappresentanza dalle cupole dei partiti agli elettori?
Non sarà che l’antipolitica siete voi, asserragliati lì dentro con il paese fuori ad aspettare risposte senza poter più fare neanche proposte?
”
[…]Sinceramente non so se mi faccia più vomitare il caruso in missione per conto del boss a difendere il di lui culo; il massimo dirigente del PD che, dopo aver gorgheggiato in ogni microfono “l’articolo 18 non si tocca”, non solo lascia che lo tocchino ma addirittura si presta a ben altre porcate; oppure il tecnico che, per non essere un politico, potrebbe mettere la firma su un atto di pura politica criminale come la cancellazione del reato di concussione mediante sua disgregazione in più reati. Atto che, guarda caso, metterebbe in serio pericolo l’impianto accusatorio del Processo Ruby a carico di B. e lancerebbe ad esso una provvidenziale ciambella di salvataggio; la quaranta o cinquantesima, ormai abbiamo perso il conto. Perché lui mica si è tolto dai coglioni senza aver chiesto la contropartita. Tolto il reato di concussione bisognerà pure rendere non punibili i reati di prostituzione minorile. Incentivare con sgravi fiscali il turismo pedofilo in Thailandia, concedere bonus alle famiglie con ragazzine minorenni affinché possano frequentare stage di mignottaggio avanzato, con spulzellamento delle diplomande a carico dei politici stessi. Tutto legale e tutto cassato. Magari B., volendo proprio esagerare, potrebbe anche ammazzare qualcuno per vedere se quelli in parlamento depenalizzano anche il reato di omicidio volontario. A questo punto uno si domanda: ma perché tutto questo darsi da fare per salvare sempre B. da sé stesso, dalla sua propensione al crimine e dalla sua incapacità cronica di tenere in piedi le sue aziende, fallimentari nonostante giochi sempre in Full Ammo e in God Mode? Perché non possiamo liberarcene definitivamente ma dobbiamo esserne sempre ricattati? Con i tecnici che affondano il bisturi senza anestesia nelle carni dei pensionati ma se la fanno nel pannolone appena sentono suonare la sua campana? Perché ha la maggioranza in parlamento? Andiamo, non si scardinano i principi fondamentali della giustizia di un paese europeo perché un testadiminchia seppur con tanti soldi ha vinto le elezioni. Se ABC+M avessero il coraggio di dire: “Siamo costretti a farlo. Se non lo facciamo, i suoi amici ci fanno saltare tutti in aria e voi con noi” oppure “Ricordate la famosa trattativa?” li si potrebbe rispettare di più. Invece fanno credere che salvare B. sia un fatto naturale, normale, mentre è assolutamente anomalo e spiegabile solo, paradossalmente, con l’ipotesi della sua intoccabilità per motivi innominabili, perché lui è il risultato della trattativa. Perché è ancora il referente di qualcuno che fa paura e il cui potere lui ha portato a livelli massimi e non reversibili. Volete, cari scambisti, che ci convinciamo del tutto che il vero motivo sia proprio questo?[…]
Lameduck - Non ci provate
“Nell’intervista a Repubblica, Bersani ha derubricato il caso Lusi a semplice vicenda di «persona iscritta al partito coinvolta in casi giudiziari» e sulla questione Penati ha risposto come il Craxi dei tempi d’oro: «Le calunnie non le leggo, passo tutto agli avvocati per le querele».
Tocca far notare che fino a ieri Lusi non era un semplice iscritto al Pd, ma un suo potente senatore, portato in parlamento via Porcellum, cioè quanto meno con l’assenso decisivo del segretario.
”
Su Penati va ricordato invece che era il capo della segreteria politica del medesimo Bersani e che il gip di Monza non ne ha disposto l’arresto solo perché le tangenti provate sono già state prescritte, quindi ora si indaga per eventuali mazzette successive.[…]
“Noi non sappiamo nulla di questa vicenda e aspettiamo di avere chiarezza. Poi, se veranno accertate responsabilità individuali, il Pd prenderà provvedimenti secondo le regole” ovvero la sospensione dal partito. Lo dice Pier Luigi Bersani a proposito di Luigi Lusi 1, tesoriere della Margherita e senatore del Pd indagato per essersi appropriato del denaro dell’ex Margherita attraverso decine di bonifici destinati a se stesso e ad una società a lui riconducibile. Lapidario l’ex segretario della Margherita Francesco Rutelli: “Siamo infuriati e addolorati. La Margherita intende recuperare tutto il maltolto”. E si apprende che Rutelli aveva chiesto a Lusi di dimettersi e che Lusi ha lasciato la carica di tesoriere il 25 gennaio[…]
Sospenderlo??? Ma invece un bel po’ di calci in culo no? Ah, certo Rutelli non ne sapeva nulla, si certo. Milioni spariti e uno non ne sa nulla, bah